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Il Capitolium a 360°
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Parco Archeologico

Il percorso di visita del Capitolium

 
I visitatori potranno rientrare nel Capitolium: l’antico edificio, per la prima volta dalla sua scoperta, non si presenterà come un museo ma avrà finalmente recuperato la sua identità di luogo di culto.

Prima di salire la scalinata che li porta alla pronao del tempio, essi potranno percorrere, grazie a una linea del tempo e a delle ricostruzioni grafiche, la sequenza degli edifici di culto che si sono succeduti ininterrottamente nell’area a partire dal II secolo d. C. sino al IV secolo a. C., con forme monumentali che, ciascuna per la sua epoca, costituisce un caso unico ed esemplare.

La visita vera è propria ha inizio con l’ingresso, attraverso un monumentale portale di bronzo, nell’aula orientale dell’antico tempio, dedicata a Giunone o a Minerva.
Una narrazione immersiva di voci, immagini e suoni, accompagnerà i visitatori in un viaggio nel tempo di diversi secoli; un plastico verrà modellato progressivamente da disegni, iconografia storica, ricostruzioni, mappe, cambiando aspetto e seguendo il racconto*. Una suggestiva atmosfera notturna favorirà poi la messa in scena di un rituale, momento chiave per comprendere le funzioni antiche del tempio.
Per i visitatori più esigenti o più curiosi una serie di schermi interrogabili forniranno numerosi approfondimenti su tutto quello che c'è da sapere sul sito: dalla storia delle scoperte, ai culti, alla Vittoria alata, alle decorazioni in marmo dei pavimenti, alle epigrafi sino al recente intervento di valorizzazione.

Dopo questa speciale introduzione si apre l'accesso alla cella centrale, l'aula dedicata a Giove, dove ancora è visibile il podio della grande statua di culto, che doveva essere alta circa 4 metri e 70 cm. Sui pavimenti in marmi policromi sapientemente disposti a formare motivi geometrici ricercati, ancora in buona parte originali, risalenti al I secolo d. C. risaltano tre altari in pietra di Botticino scolpiti a rilievo con la riproduzione di ghirlande vegetali e prezioso vasellame utilizzato nel rituale dai sacerdoti e da fedeli.
Alle pareti, ricostruite nell'Ottocento per ospitare il Museo Patrio, il racconto della storia di Brescia romana è stato affidato alla voce delle epigrafi monumentali, distinte in categorie perchè i visitatori potessero agevolmente riconoscerle e leggerle e conoscere i loro predecessori. Esse forniscono ancora oggi uno spaccato di quelle che erano le divinità venerate a Brixia e nel suo territorio (quali ad esempio Minerva, Mercurio, Giove, Giunone, Ercole, Apollo e Vittoria, affiancati da altre di origine celtica, a testimonianza delle origini della città), gli imperatori menzionati in dediche e in monumenti (ad esempio Druso, Germanico, Claudio, Antonino Pio, Marco Aurelio, Aureliano, Settimio Severo e Vespasiano; un’iscrizione in particolare ricorda la costruzione dell’acquedotto ad opera di Tiberio e Germanico) e, infine, la società bresciana attraverso le iscrizioni sui monumenti funerari, davvero numerosi in questa zona per la presenza delle cave di calcare bianco proprio a ridosso della città e quindi con costi di estrazione, e soprattutto di trasporto, molto bassi e accessibili pressoché a tutti. Brixia infatti, dopo Roma e Aquileia, è la terza città dell’impero romano per numero di epigrafi note.
Attraverso una lama vetrata nel grande portale di bronzo, i visitatori potranno vedere il pronao del tempio con inseriti sul frontone i frammenti originali dell'iscrizione che ricorda il nome dell'imperatore Vespasiano e permette di indicare con precisione la data di inaugurazione del Capitolium: il 73 d. C.

Nell'aula occidentale, sede in antico della statua di culto di Giunone o di Minerva, che con Giove costituivano la triade capitolina, apice del pantheon romano, sono proposte le teste di tre sculture raffiguranti divinità, in origine presenti nel tempio: due di Minerva, dea della guerra e della saggezza, e una di Sileno, che si prese cura del Dioniso quando era fanciullo. I marmi policromi del pavimento, disposti a scalare con un effetto di grande resa, sono pressoché integri e costituiscono una delle superfici in opus sectile meglio conservate e più estese dell'Italia settentrionale.

La visita può essere completata dalle sale del Museo di Santa Giulia dedicate ai grandi bronzi e alla Vittoria alata, trovati in quest'area.
 
*Il racconto è disponibile anche in inglese e in una versione dedicata ai bambini



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