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Newsletter del 07/02/2017

 IN QUANTI MODI SI PUO' RACCONTARE L'ARTE?
SABATO E DOMENICA SCOPRILO CON NOI
luci e colori, conferenze, visite guidate,
lingua italiana dei segni LIS

DOMENICA 12 FEBBRAIO
Museo di Santa Giulia
White room, ore 15.30

L'OPERA DEL MESE RACCONTA
DI UN'ANFORA ANTICHISSIMA E STRAORDINARIA

Psiax,
Anfora attica a figure nere detta l'anfora di Vulci
550 a.C. dalla collezione TOSIO
Introduce l'opera l'archeologo Francesco Franzoni


L’opera, che proviene dalla prestigiosa collezione Tosio, è attualmente esposta nella sezione romana del Museo di Santa Giulia. Fu rinvenuta nelle necropoli etrusche di Vulci, nella Maremma laziale, durante una serie di fortunate campagne di scavo effettuate a partire dal 1828 da Luciano Bonaparte, che videro anche la collaborazione del religioso bresciano Maurizio Malvestiti.

Quando l’anfora fu acquistata dal conte Paolo Tosio nel 1838, era destinata a decorare la sala ovale al secondo piano del palazzo in contrada della Pace: in quegli anni, la ricca abitazione, oggi sede dell’Ateneo, veniva sistemata dall’architetto Rodolfo Vantini per accogliere le ricche collezioni di famiglia. Alla morte del conte, la moglie Paolina Bergonzi la affidò con un legato al Museo Patrio.

L’opera fu ricomposta da frammenti dopo il rinvenimento e restaurata nel 1948.

L’anfora, rivestita da una ‘vernice’ nera lucente, è decorata con la tecnica delle figure nere e appartiene alla tipologia delle anfore a profilo continuo; due scene appartenenti all’immaginario mitologico greco decorano le due metope. Sul lato A è rappresentata la prima fatica compiuta da Eracle la lotta con il leone di Nemea.

Il lato B presenta i Dioscuri, Castore e Polluce che, in procinto di partire, salutano i genitori Leda e Tindaro.

La decorazione dell’anfora è stata attribuita a Psiax, un raffinato ceramografo operante ad Atene nell’ultimo quarto del VI secolo noto per la sua abilità calligrafica nel realizzare motivi ad incisione.
Egli sceglie manieristicamente di decorare la sua opera, datata intorno al 510 a.C., secondo la tecnica più antica, in un periodo in cui la tecnica a figure rosse è ormai dominante.

L’Opera del mese: 12 capolavori per 12 mesi è un progetto per la valorizzazione del patrimonio museale bresciano promosso da Fondazione Brescia Musei insieme all’Assessorato alla Cultura Creatività e Innovazione del Comune di Brescia e in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Brescia Santa Giulia.

Oltre alla conferenza sono dedicati all’Opera del mese anche approfondimenti sui canali web e i social network del Comune e di Fondazione Brescia Musei, e un filmato su Youtube.

L’Opera del Mese sarà inoltre identificata nel percorso di mostra attraverso un totem, fornito di scheda di approfondimento cartacea e apposito QRcode di riferimento, leggibile con il proprio smartphone.

Ingresso libero (fino ad esaurimento dei posti disponibili)

Il calendario degli appuntamenti 2017 è consultabile sul sito bresciamusei.com 


 RITORNA IL DOPPIO APPUNTAMENTO CON
LA DOMENICA DADAISTA!

Fino al 26 febbraio 2017 doppio appuntamento
I gruppo h 15.00
II gruppo h 16.10


Un’imperdibile occasione per scoprire i protagonisti del movimento Dada, fra cui l’eclettico e geniale Man Ray, pittore, fotografo, grafico, regista…
Il suo motto è: Non esiste essere avanti rispetto ai tempi: i tempi sono sempre indietro.
Nei suoi multiformi ambiti di interesse resta costante, la ricerca e la sperimentazione di tecniche innovative che esaltino le potenzialità espressive dei materiali e dei mezzi prescelti. Nascono così i rayograph, una scoperta casuale che lo porta alla fama. Si tratta di fotografie ottenute con la semplice interposizione dell'oggetto tra la carta sensibile e la fonte luminosa che l’artista userà per fotografare l'anima delle cose senza usare la macchina fotografica. 

Fotograferei un'idea piuttosto che un oggetto, e un sogno più che un'idea – Man Ray

Dove  presso la biglietteria del Museo di Santa Giulia
Durata circa ore 1,15'
Biglietti € 5 ridotto - € 3,50 dai 6 ai 13 anni 
Servizio guida € 4 a persona
Prenotazione obbligatoria al CUP 030/2977833-834 santagiulia@bresciamusei.com 

E ANCORA...
NELLA LINGUA DEI SEGNI

Speciale visita in LIS
ore 15.00, Museo di santa Giulia


L’itinerario rientra nel progetto Porte aperte. Museo accessibile finalizzato a favorire l’accoglienza nei musei bresciani, l’accessibilità alle collezioni e la conoscenza del patrimonio storico artistico della città per tutti, nella salvaguardia dei principi di uguaglianza delle opportunità culturali

La visita, dedicata a gruppi di persone sorde e sordomute, è condotta nella Lingua Italiana dei Segni (LIS) da un informatore sordo con funzioni di mediazione, specificamente formato sul patrimonio museale bresciano. 

Dove presso la biglietteria del Museo di Santa Giulia
Durata 1,30 circa
Biglietti L’ingresso al museo è gratuito. Il servizio di guida ha un costo agevolato di € 3.00 cad.


Prenotazioni
CUP 030.2977833-834, santagiulia@bresciamusei.com


 SAVE THE DATE

SABATO 11 SI ACCENDONO
LE LUCI SUL CASTELLO 
CON

CIDNEON.
FESTIVAL INTERNAZIONALE DELLE LUCI

11-15 febbraio 2017


Al via sabato 11 febbraio il Festival Internazionale delle Luci, un itinerario tra installazioni luminose, proiezioni e performance live che condurrà il pubblico attraverso la storia del Castello e della città.

Sarà il primo festival delle luci in Europa realizzato interamente in un castello e un’iniziativa unica nel suo genere in Italia. L’iniziativa promossa dal Comitato Amici del Cidneo Onlus e da Cieli Vibranti e patrocinata, tra gli altri, da Fondazione Brescia Musei, si inquadra nella volontà di restituire un ruolo di primo piano al Castello di Brescia, attraverso un’iniziativa artistica e culturale di alto profilo.  Il progetto, realizzato in collaborazione con il Glow Festival di Eindhoven, uno dei più importanti festival delle luci d’Europa,  aspira infatti ad entrare a far parte della rete dei festival delle luci europei.

Tema conduttore di questa edizione sarà il fuoco: il fuoco dei falò delle tribù celtiche, il fuoco dello Spirito che anima i santi Patroni Faustino e Giovita che apparvero sulle mura per salvare il Castello e la città nel 1438, il fuoco dell’assedio di Federico II nel 1238 e del Sacco di Brescia del 1512, quello delle armi nell’eroica resistenza delle Dieci Giornate del 1849, il fuoco della rivoluzione industriale.

La leggendaria apparizione dei Santi Patroni sarà oggetto della prima installazione, una grande videoproiezione sulle mura del Castello realizzata dal giovane regista bresciano Marco Santi, già vincitore del concorso internazionale di Los Angeles «48 Film Project» per il cortometraggio “Clara”.

Per maggiori informazioni: www.cidneon.com 


 
 
 
 

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